Ho letto in un bellissimo libro questa frase: “L’unico modo per predire il futuro è realizzarlo”. Mi pare un eccellente spunto per cominciare il nuovo anno con il piede giusto, ovvero con la consapevolezza che noi e solo noi siamo gli unici artefici del nostro Destino. Quello su cui tutti coloro che si occupano di formazione insistono è che bisogna programmare obiettivi ben formati, per produrre risultati e vivere davvero i cambiamenti che vogliamo. Hanno ragione, naturalmente. Io pure, ogni anno, regalo ai miei clienti e amici una serata dedicata proprio alla creazione di obiettivi ben formati. Pochi, tuttavia, parlano del ruolo dell’immaginazione durante questa fase preparatoria. Infatti, limitarsi a utilizzare le tradizionali regole per porsi un obiettivo potrebbe essere riduttivo e potremmo trovarci con un obiettivo formalmente corretto ma sostanzialmente privo di nerbo, senza energia, ad impatto motivazionale nullo. Uno dei limiti del nostro tradizionale modo di pensare (il cosiddetto pensiero verticale) deriva dal fatto che il cervello è un sistema automassimizzante: ogni volta che trova un presupposto logico e formalmente valido, si incastra in una sorta di vicolo cieco e procede univocamente sulla base di quel presupposto. Immaginate che cosa succede, quando il presupposto è sbagliato. E’ come costruire una casa su fondamenta di sabbia. Ecco perché prima di mettersi a ragionare è buona cosa liberare l’altra forma di pensiero di cui siamo capaci, ovvero il pensiero laterale, quello che pensa per il gusto di pensare, quello che rompe gli schemi, che spazia libero oltre i confini del ragionevole. Abbiamo, dentro di noi, le risorse necessarie a creare scenari finora nemmeno immaginati. Abbiamo, dentro di noi, un potente mago che attende solo di essere liberato per sprigionare la sua incredibile e incontenibile energia. Tanto più il nostro cervello è lasciato libero di creare, muoversi, spaziare oltre i confini del consueto, tanto più gli obiettivi che poi si pongono saranno obiettivi veri, sentiti, interiorizzati, capaci di muoverci e di farci rialzare in caso di caduta. Perciò, prima di dedicarvi alla stesura del vostro o dei vostri obiettivi, sognate. Sognate ad occhi aperti o a occhi chiusi e immaginate il miglior scenario che riuscite a pensare. Come amo ripetere, i sogni si avverano, se sognate abbastanza forte.
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Anno nuovo, Blog nuovo
Il mio proverbio preferito recita: “Se scegli un lavoro che ami, non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Così, in una mattina di festa, mentre tutta la casa (cane compreso) ancora dorme, ho pensato di rilassarmi un po’ e di aprire un nuovo Blog. Un Blog dedicato a voi: a voi che mi seguite durante i corsi; a voi che mi leggete (e siete numerosi, adesso); a voi che da anni mi dimostrate affetto e sostegno. Ho verificato, con l’esperienza di facebook, che a volte si può fare Coaching anche attraverso lo scambio di messaggi e che ogni pretesto è buono, per migliorare e per crescere. I blog, così come Facebook, sono solo strumenti: l’uso che ne facciamo dipende esclusivamente da noi. A me piace pensare che la Rete sia la più incredibile e straordinaria opportunità per entrare in contatto con persone altrimenti lontane e per condividere, in un batter di click, idee e pensieri. Così, ed ecco la mia Mission, voglio costruire un Blog che diventi centro di utili chiacchiere e costruttive discussioni. Ci sono solo due cose da fare. La prima: io scrivo, voi rispondete. La seconda: voi scrivete, io rispondo.
L’anno nuovo è appena cominciato: che ne dite di parlare di obiettivi? Che cosa avete in mente per il 2011?
Vi aspetto e sono certo che, anche questa volta, renderete divertente il viaggio e utile la fatica.
Paolo Borzacchiello
