FACILE, VELOCE E SENZA FATICA!

Ieri a Roma, durante un corso dedicato alla vendita, mi sono intrattenuto con i partecipanti spiegando gli effetti che alcune parole hanno sul cervello del cliente/consumatore. Una di queste parole è FACILE, con tutte le sue declinazioni: VELOCE, SENZA FATICA, ISTANTANEO e via discorrendo.

Una parola molto pericolosa che i pubblicitari e gli esperti di comunicazione usano con grande abbondanza, sfruttando una delle più segrete debolezze del genere umano, ovvero la predilezione per le scorciatoie. Parlo di “segrete debolezze” perché, a parole, la maggior parte delle persone dichiara di essere pronta a grandi sacrifici, a impegnarsi senza posa per raggiungere i propri obiettivi e di comprendere il valore del duro lavoro. A parole.

Queste stesse persone, poi, comprano le riviste patinate che promettono “addominali da urlo in 3 giorni”, “il modo facile per perdere i chili in eccesso in una settimana” o “diventa una superstar in un giorno e mezzo”!

Queste stesse persone, poi, acquistano le magiche compresse che ti permettono di perdere decine di chili mangiando tutto quello che vuoi e senza fare sport perché bloccano i grassi e i carboidrati, facendoti ottenere un fisico alla Brad Pitt/Angelina Jolie senza fatica.

Queste stesse persone, poi, pretendono che la loro vita cambi, che il loro datore di lavoro dia loro la tanto attesa promozione e che i problemi spariscano in tre giorni quattro al massimo.

La verità è che per ottenere i risultati che si desiderano (che si tratti di una vita migliore, di uno stipendio più alto o di un fisico da star) servono costanza, dedizione e impegno. Anzi, tanta costanza, tanta dedizione e tantissimo impegno. Lo sappiamo, eppure ci piace credere che esistano le scorciatoie. Con la testa, con il cervello razionale, noi sappiamo che una semplice compressa non potrà farci ottenere un fisico alla baywatch, eppure la compriamo lo stesso, forse per mettere in pace la coscienza, forse perché alla fine è più semplice restare come si sta. Con la testa, lo sappiamo che per avere la promozione dovremo sudare per anni, eppure compriamo il libro che ci garantisce la possibilità di fare soldi a palate senza fatica e in sei giorni al massimo. Balle.

E qualcuno se ne approfitta: chi vende prodotti, riviste e idee sa bene come funzionano gli uomini e ci dà dentro con le promesse. Quando poi il cliente resterà inevitabilmente deluso, comprerà qualcos’altro e così via, di delusione in delusione.

Attenti alle promesse di miracoli istantanei, sono false.

Attenti ai “segreti” che ti faranno cambiare la vita e il mondo senza sforzo: sono segreti di cartapesta.

Attenti, infine, a voi stessi. Evitate di lasciarvi incastrare nella trappola del tutto e subito, veloce e istantaneo: risparmierete soldi e, soprattutto, delusioni cocenti. L’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche.

Come dice il guru del management Tom Peters, “a cambiare ci vuole un secondo: poi devi solo essere coerente al cambiamento per il resto della tua vita”.

 

PS:

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A presto!

FEEDBACK A COLAZIONE

Il feedback (letteralmente, “informazione di ritorno”) è il cibo dei campioni. O meglio, dovrebbe esserlo.

La nostra crescita personale, infatti, può passare solo ed esclusivamente attraverso il feedback, ovvero la lucida analisi dei risultati prodotti dal nostro comportamento. Ogni volta che noi ci comportiamo in qualche modo, ogni volta che diciamo qualcosa, ogni volta che mettiamo in atto strategie di comportamento, ebbene otteniamo risultati.

Risultati: la cosa affascinante della cultura del feedback è che si basa sempre e solo sul risultato. Anche se il risultato è diverso da quello che ti aspetti, è comunque un risultato. Anche se il risultato è che “le cose sono esattamente come prima”, ebbene anche questo è un risultato. La valutazione oggettiva dei tuoi risultati ti permette di fare le cose diverse, la prossima volta.

Le cose si complicano quando sono gli altri a darci il loro feedback: spesso, di fronte al punto di vista degli altri, reagiamo giustificandoci, scusandoci o difendendo a oltranza le nostre posizioni, come se si trattasse di una questione personale. Certo, capisco che a volte chi ci dà il suo parere lo fa in modo poco consono, ma che importa: dovremmo comunque sviluppare l’atteggiamento di chi accoglie il punto di vista esterno senza sindacare, semplicemente prendendo atto.

Il che non significa essere d’accordo con il parere che riceviamo: possiamo pensarla in modo diverso e restare del nostro avviso, ma almeno tenere conto del fatto che comunque la nostra comunicazione ha prodotto un risultato.

E invece, via con le scuse, con le difese, con i pretesti.

Saper accogliere i feedback ti permette di crescere, di maturare, di passare a un livello superiore.

Così, la prossima volta che qualcuno ti dà il suo feedback, al di là del modo in cui te lo dà, rispondi semplicemente: grazie.

ALCUNE PERSONE NON VOGLIONO ESSERE SALVATE…

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Un bellissimo passaggio, tratto da un fumetto di Batman, il Cavaliere Oscuro, recita:

“Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore del restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso. Per scoprire chi saresti dovuto diventare, ovvero quella persona cancellata dagli eventi della tua infanzia. Eventi che hanno stravolto la traiettoria della tua vita, trasformandoti in qualcosa di diverso da quello che saresti potuto essere. E ci vuole coraggio per cambiare, per abbracciare ciò che ti aspetta fin dalla nascita, per capire finalmente chi sei”.

Ci sono più spunti davvero speciali, in queste poche righe. Anzitutto, l’idea di abbandonare la via percorsa per abbracciare quello che siamo destinati a essere, fin dalla nascita. La mia mission personale e aziendale è “risvegliare la grandezza di uomini e aziende attraverso la formazione e il coaching”. La grandezza degli uomini. Perché siamo destinati a essere grandi e potremmo vederlo con distinta chiarezza se, come dice il Cavaliere Oscuro, avessimo il coraggio di guardare oltre il riflesso nello specchio.

Poi, l’idea che molte persone fuggano il cambiamento pur dicendo di volerlo perseguire. Perché il cambiamento è duro e difficile. Diffidate da chiunque prometta il contrario. Cambiare è un’attitudine, un atteggiamento mentale che deve accompagnarci giorno dopo giorno. Cambiare non è la meta, è il viaggio. Ed è davvero più semplice restare come siamo, anche se siamo infelici e anche se stiamo male, perché per il nostro cervello, pigro e stupido, l’unica cosa che conta è risparmiare energia.

Per cambiare, dobbiamo perciò lottare anzitutto contro noi stessi e la nostra tendenza a restare nel nostro piccolo guscio, per quanto doloroso sia.

D’altro canto, la grandezza è là che ci aspetta, proprio davanti a noi, a un palmo di mano. Così vicina, così lontana.

Si comincia dal principio, comunque. Come tutti i grandi viaggi, anche questo si comincia un passo dopo l’altro. E così, prima di partire per questo viaggio che non finisce mai, dovresti guardarti allo specchio e chiederti: ho davvero il coraggio di guardare oltre il riflesso e di scoprire quello che posso diventare davvero?

Ho davvero il coraggio di guardare oltre la maschera?